I neri africani, nel Brasile coloniale, erano schiavi e in quella condizione tanto disumana non era consentito loro ne' l'uso di qualsiasi specie di arma ne' la pratica di mezzi di difesa personale. Fu così che si vide in tale circostanza la capoeira, impedita nel suo sviluppo, praticata di nascosto o mascherata cautamente con danza e musica della terra natale". Originata circa 500 anni fa . La Capoeira, è una forma di autodifesa senza contatto espressa in forma di danza. Nata in Brasile fra le comunità di schiavi neri costretti a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Incatenati ai polsi nelle loro capanne essi inventarono una lotta, (particolarmente incentrata sulla forza e l'agilità delle gambe che vengono, in certi movimenti, come "lanciate" e fatte roteare nell'aria) per difendersi dai soprusi dei padroni e per fuggire verso la libertà. Gli elementi di danza (samba) e musica (percussioni e birimbao) contenuti nella Capoeira, vengono inseriti dagli schiavi probabilmente per mascherare le proprie intenzioni, ma sono tutt'oggi parte integrante della disciplina. Dopo aver formato un cerchio (la roda) in cui tutti suonano e cantano col Birimbao (tipico strumento a corde), si dà inizio al confronto (chiamato "gioco") tra i primi due lottatori-danzatori. Si tratta, inoltre, di una spettacolare forma acrobatica di ginnastica.
Quando arrivarono in Brasile, nel 1500, i portoghesi non ebbero la minima idea dei problemi che avrebbero incontrato nel futuro, tanto era vasto il territorio scoperto. I colonizzatori erano quantitativamente pochi e fisicamente impotenti di fronte al grande lavoro, gli indios erano insofferenti al lavoro, soprattutto quello disciplinato e reagivano a qualunque tentativo di schiavizzazione.
Le piantagioni di canna da zucchero, di cotone, di caffè e di tabacco, erano enormi e l'esigenza di manodopera era un dato di fatto, così "l'unico" rimedio per la soluzione del problema i portoghesi lo trovarono con l'importazione e schiavizzazione dei negri africani. Un dubbio, dice Waldeloir Rêgo - il più famoso conoscitore della capoeira - rimane ancora insoluto: quando arrivarono i primi schiavi? Venivano dall'Angola?
Portarono di là la capoeira o la inventarono in Brasile? Poche sono le informazioni storiche precise, così come sono deficitarie tutte quelle che riguardano gli strumenti e la musica in Brasile tra il XVI e il XVII secolo. Infelicemente, continua a raccontare Waldeloir Rêgo, il Consigliere Ruy Barbosa ci rese un cattivissimo servizio, facendo distruggere tutta la documentazione che si riferiva alla schiavitù negra in Brasile. Lo fece quando era Ministro delle Finanze nel governo discrezionale del generale Déodoro da Fonseca. Era il 15 dicembre del 1890! 
Due furono i grandi gruppi di tribù africane arrivati in Brasile; identificati per ceppo linguistico essi sono: sudanesi e bantu. I sudanesi, provenivano principalmente dal golfo della Guinea, nell'Africa Occidentale. Quelli più importanti, sia per la maggior quantità, sia per la loro cultura, furono i Nagô o Yoruba dalla Nigeria e i Gêgê (Ewe), dal Dahomey (oggi repubblica del Benin), che formarono in Brasile un ordine religioso negro chiamato Gêgê-Nagô. I bantu venivano dal Congo, dall'Angola e dal Mozambico (Africa Orientale). La tendenza degli storici africanisti sembra quella di pensare che i primi negri che arrivarono in Brasile provenissero dall'Angola. Gli stessi anziani capoeristi utilizzano il termine Capoeira Angola nelle occasioni in cui ci tengono a differenziarla dalla Capoeira Regional. L'attendibilissimo Rêgo afferma: anche se queste considerazioni portarono a credere che la capoeira sia stata portata in Brasile dai negri angolani, in realtà non ci sono notizie concrete su questo argomento. Gli stessi africani, una volta liberi, tornati nel loro Paese d'origine, si portarono con sé tante cose inventate da loro stessi o assimilate dagli indios e dai portoghesi. Nel caso specifico della capoeira tutto fa pensare che sia una invenzione degli africani in Brasile, sviluppata dai loro discendenti afro-brasiliani. Non mancano altre versioni. Câmara Cascudo dice che esiste in Angola la capoeira brasiliana come un tipo di cerimonia di iniziazione, aspetto che perdette in Brasile. Lamartire P. da Costa afferma che nella fase iniziale deve essere stata una specie di danza rituale, poichè ancora oggi, a Bahia, si osserva l'unione della lotta libera (Capoeiragem) con credenze, cerimonie e canti feticisti. Oneyda Alvarenga a proposito della musica impiegata nella capoeira dice che la sua forza dinamica consiste essenzialmente nell'aumento continuo dell'intensità del ritmo e che i canti assomigliano a quelli dei riti feticisti per la ripetizione esasperante di una breve melodia, estremamente adatta a condurre a stati di agitazione. Cos'è in sostanza la capoeira? E' un mezzo di difesa e di attacco che possiede grandi risorse, grazie alla forza muscolare, flessibilità delle articolazioni e straordinaria rapidità dei movimenti. Tanto nella difesa, come nell'attacco, impiega le mani, i piedi e la testa. I colpi pericolosi sono sferrati con i piedi e possono essere mortali. Nelle dimostrazioni, la capoeira assomiglia a una graziosa danza, dove il dondolamento malizioso mostra la straordinaria flessibilità dei capoeristi. ORIGINE DEL NOME CAPOEIRA Tanto per cambiare anche l'origine del nome capoeira non è del tutto certa e priva di polemiche. Waldeloir Rêgo riferisce che il termine capoeira fu registrato per la prima volta nel 1712 da Rafael Bluteau, seguito da Moraes nel 1813 nella seconda ed ultima edizione che pubblicò in vita della sua opera. Dopo di questo, si entrò nel terreno della polemica. Per altri la parola capoeira apparì negli scritti storici relativi alla Guerra aos Quilombos dos Palmares. In questa epoca, XVII secolo, gli schiavi africani erano costretti a vivere nelle cosiddette "Sem-alas", i grandi e miseri dormitori sotterranei, bui e senza mura (sem = senza, ala = lato di muro) divisorie, dopo lunghe ore di lavoro nelle piantagioni.
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